(di Lella Tomasini)

Febbraio 2016. Si è chiusa la celebrazione dell’Anno della Vita Consacrata.

A tutte le nostre amiche e a tutti i nostri amici consacrati, giunga un augurio pieno di speranza, attraverso le parole ancora vive e forti di Don Primo Mazzolari, di una rinnovata umanità e rinvigorita santità.

 

Si cerca per la Chiesa un uomo

senza paura del domani

senza paura dell’oggi

senza complessi del passato.

Si cerca per la Chiesa un uomo

che non abbia paura di cambiare

che non cambi per cambiare

che non parli per parlare.

Si cerca per la Chiesa un uomo

capace di vivere insieme agli altri

di lavorare insieme

di piangere insieme

di ridere insieme

di amare insieme

di sognare insieme.

Si cerca per la Chiesa un uomo

capace di perdere senza sentirsi distrutto

di mettere in dubbio senza perdere la fede

di portare la pace dove c’è inquietudine

e inquietudine dove c’è pace.

Si cerca per la Chiesa un uomo

che sappia usare le mani per benedire

e indicare la strada da seguire.

Si cerca per la Chiesa un uomo

senza molti mezzi,

ma con molto da fare,

un uomo che nelle crisi

non cerchi altro lavoro,

ma come meglio lavorare.

Si cerca per la Chiesa un uomo

che abbia nostalgia di Dio,

che abbia nostalgia della Chiesa,

nostalgia della gente,

nostalgia della povertà di Gesù,

nostalgia dell’obbedienza di Gesù.

Si cerca per la Chiesa un uomo

capace di morire per lei,

ma ancora più capace di vivere per la Chiesa;

un uomo capace di diventare ministro di Cristo,

profeta di Dio, un uomo che parli con la sua vita.

Si cerca per la Chiesa un uomo.

 

©Dialoghi Carmelitani, ANNO 17, NUMERO 1, Marzo 2016