EDITORIALE – DIGNITAS INFINITA

Chi non ha qualche volta fatto appello alla dignità? Dignità della persona umana, della donna, dei bambini, del lavoro, del genere umano… Il significato di questa parola pare uno di quei valori condivisi, chiari a tutti o, per lo meno, uno di quei termini che, se utilizzato al momento giusto, sembra elevare il valore del discorso e del confronto. Ci si appella un po’ tutti e sempre alla “dignità”. Ma il concetto in realtà non è univoco, e proprio sulla dignità si gioca oggi una delle battaglie culturali più decisive del nostro tempo.

La dignità non esisteva nella cultura antica, superata e, in realtà, sostituita da valori ben più importanti ed eticamente significativi quali la virtù, l’onore, la fama, la gloria. Aveva una connotazione più personale, sociale e politica, che l’individuo poteva e doveva acquisire. Ne derivava quindi un contenuto sostanzialmente morale.

È in epoca contemporanea, in particolare a partire dalla seconda guerra mondiale, che il concetto entra nell’ambito giuridico. Ecco che la parola viene sempre coniugata a una specificazione (dignità di che cosa?) e legata ai diritti. Entra così esplicitamente nelle costituzioni nazionali, a partire da quella italiana e tedesca, e nei documenti internazionali, primo fra tutti la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, approvata nel 1948 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Nella nostra Costituzione la troviamo nell’articolo 3, che recita: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali».

Ma in che cosa consiste la sua universalità? In che senso è inalienabile e si sottrae alle interpretazioni?

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Il rischio che oggi si intravede è che si faccia riferimento ad una dignità che varia a seconda del contesto o punto di vista culturale che la usa, che la va a determinare e a riempire di nuovi significati, configurandosi quindi come un risultato dell’azione umana e un sinonimo di autodeterminazione e di autonomia. Un individuo ha dignità se può fare, se può realizzarsi, se può possedere, se può agire nella realtà modificandola.

Ci si chiede come è possibile che diventi il fondamento della realtà e dell’individuo, a diversi livelli, ed essere assoluto, non negoziabile, se dipende da uno degli elementi transitori che la determinano. Ed è su tale interpretazione che si basano le numerose idee di dignità e che si gioca la partita.

L’idea di dignità della cultura cristiana fonda, invece, il suo carattere di inalienabilità, universalità e inviolabilità, nella stessa natura umana, che precede, come un a-priori, l’autonomia, le capacità, i meriti personali, la posizione relazionale, sociale o qualsiasi altra condizione (di età, sesso, appartenenza etnica, culturale, religiosa). Riguarda l’essere costitutivo della persona umana, ha un fondamento ontologico: la dignità viene prima, è posseduta da ciascun individuo, in virtù semplicemente del suo essere, è innata e fonda il suo senso nell’atto creativo di Dio che ha fatto l’uomo a sua immagine e somiglianza. È questa la radice della vera dignità.

Affrontiamo, in questo numero, l’argomento della dignità umana a partire dalla dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede “Dignitas infinita”, pubblicata nei mesi scorsi. Nel documento si approfondisce il tema affermando che il Mistero dell’Incarnazione e della Resurrezione rivelano altri due aspetti della dignità dell’uomo: la prima svela, nell’assunzione dell’esistenza e della carne umana da parte di Dio, la sua pienezza e il suo inestimabile e infinito valore, la seconda ne annuncia il contenuto più sublime, che è la chiamata dell’uomo alla comunione con Dio, legandola perciò non solo alla sua origine creaturale, ma proiettandola al suo fine e destino.

È chiaro che le due diverse prospettive hanno evidenti implicazioni etiche e pratiche, orientano le scelte che a cascata ricadono sulle nostre vite, sulla nostra società e sulle modalità di intendere la persona e l’esistere degno. Ed oggi il dibattito a partire dal tema della dignità è acceso, essendo vari i fraintendimenti che deviano verso la personalizzazione dell’idea di dignità e che rischiano di svuotarne la sua essenza incondizionata, sottoponendola a certi presupposti, qualità e condizioni. Ma la drammaticità di tante situazioni di difficoltà che concretamente toccano la nostra quotidianità, l’incontro e la convivenza con la malattia, il dolore, il disagio, la fragilità di vario tipo, la vecchiaia, fanno di questa una questione tutt’altro che teorica.

Il 14 Agosto del 1941 un francescano polacco, nel campo di Auschwitz, il luogo del totale azzeramento della dignità umana, sceglie il martirio, sacrificandosi, prendendo il posto di un padre di famiglia e accettando al suo posto la morte. In uno dei momenti più oscuri e di tenebra della storia, la testimonianza di Padre Massimiliano Kolbe irradia una luce che non si spegne e che ci ispira, riscattando e rivendicando il fondamento intangibile e la sacralità inviolabile della dignità che ci costituisce.

E nello stesso luogo, più di 40 anni più tardi, San Giovanni Paolo II dichiarò: «In questo luogo che fu costruito per la negazione della fede, della fede in Dio e della fede nell’uomo, e per calpestare radicalmente non soltanto l’amore, ma tutti i segni della dignità umana, dell’umanità, quell’uomo, P. Kolbe, ha riportato la vittoria mediante l’amore e la fede». 

Un esempio, un dono, un compito per tutti.

SOMMARIO

IL CRISTIANESIMO E LA PERSONA P. A. M. Sicari ocd

TEMA: DIGNITAS INFINITA – IL VALORE DI OGNI UOMO

UNA INFINITA DIGNITÀ P. F. Silvestri ocd

IL VALORE DI OGNI UOMO E LA NOVITÀ CRISTIANA Prof. F. Agnoli

TUTELARE I DIRITTI DI TUTTI. ELIMINAZIONE E MORTE NON ENTRINO A FONDARE LE NOSTRE COSTITUZIONI A. Musio

LA DIGNITÀ DIETRO LE SBARRE M. Gelmini

AMARE SEMPRE E COMUNQUE. STORIA DI UNA SALVEZZA, ATTRAVERSO L’OPERA DI CASA DELBRÊL A. Piva

QUANTE MAMME HANNO I FIGLI DELLA MATERNITÀ SURROGATA? A. Musio

DOVE STA LA DIGNITÀ DELLA PERSONA? QUALCHE NOTA SUL SUICIDIO ASSISTITO L. Sighel

ATTUALITÀ

UN “CONGRESSO DI VIENNA” PER IL MEDIO ORIENTE Intervista ad Andrea Muratore a cura di L. Sighel

«ECCO, IO FACCIO NUOVE TUTTE LE COSE» Prima Giornata Mondiale dei Bambini M. Nasca

«LA SPERANZA NON DELUDE». SÌ, MA QUALE? P. A. Cazzago ocd

PAROLA DI DIO

CARITÀ

C’È QUALCOSA DI PIÙ GRANDE! Intervista a Fabrizio Facchinetti a cura di P. C. Grassi ocd

MUSICA

LA PERSONA CHE IN-CANTA R. Barone

ARTE

I SETTE PALAZZI CELESTI DI ANSELM KIEFER E. Faustini

CINEMA

CABRINI S.Giorgi

PUNTO MISSIONE

PASSO A DUE. Un progetto generativo della cultura della solidarietà E. Sartorio

VITA DEL MOVIMENTO

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