Prima Giornata Mondiale dei Bambini 

 

(di Michelangelo Nasca)

 

 

Già lo scorso dicembre, nella Solennità dell’Immacolata Concezione di Maria, Papa Francesco aveva annunciato la celebrazione della prima “Giornata Mondiale dei Bambini”, prevista a Roma il 25 e 26 maggio 2024, incaricando il Dicastero per la Cultura e l’Educazione di organizzare il primo World Children’s Day, e affidando, nel contempo, a Padre Enzo Fortunato il compito di coordinare l’evento. Il 2 marzo 2024, inoltre, il Pontefice, in preparazione all’evento, indirizzava un messaggio a tutti i bambini, annunciando anche il tema della Giornata: «Miei piccoli amici — aveva scritto —, per rinnovare noi stessi e il mondo, non basta che stiamo insieme tra noi: è necessario stare uniti a Gesù. Da Lui riceviamo tanto coraggio: Lui è sempre vicino, il Suo Spirito ci precede e ci accompagna sulle vie del mondo. Gesù ci dice: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose» (Ap 21,5); sono le parole che ho scelto come tema per la vostra prima Giornata Mondiale».

La Giornata è stata celebrata a livello universale, avendo come sede Roma, dove si sono date appuntamento anche le delegazioni nazionali, e a livello diocesano, attraverso il contributo e l’organizzazione delle Chiese locali. Il primo appuntamento, quello del 25 maggio, si è svolto allo Stadio Olimpico di Roma, con il saluto delle delegazioni straniere e la partecipazione di ospiti (tra cantanti e attori) di fama nazionale e internazionale presentati da Carlo Conti. Poi il momento più atteso: il dialogo di Papa Francesco con i piccoli. «In voi, bambini — ha detto il Pontefice —, tutto parla di vita, di futuro. E la Chiesa, che è madre, vi accoglie, vi accompagna con tenerezza e con speranza». Il Papa parla delle guerre presenti nel mondo e, di conseguenza, dei tanti bambini che vivono nella miseria e nella malattia. “Ecco io faccio nuove tutte le cose” è il motto che è stato scelto per questo grande raduno. «Dio — ricorda Francesco — vuole questo, tutto ciò che non è nuovo passa. Dio è novità. Sempre il Signore ci dà la novità. Cari bambini, andiamo avanti e abbiamo gioia. La gioia è salute per l’anima. Care bambine e bambini, Gesù nel Vangelo ha detto che vi vuole bene». Poi il dialogo vero e proprio tra il Pontefice e i bambini che, provenienti da diverse parti del mondo, rivolgono al Papa le loro domande che mettono a tema la povertà, la pace, l’attenzione verso gli anziani, la difficoltà di avere una casa e un lavoro per garantire la vita dignitosa delle famiglie. «Questa — risponde il Papa — è un’ingiustizia e purtroppo c’è tanta gente che non ha lavoro, non ha casa, abita nelle tende. Tante volte non ha da mangiare. […] Tanta gente, tanti Paesi spendono soldi per comprare armi per distruggere e c’è gente che non ha da mangiare. Bambini e bambine pensate a questo. Ci sono bambini che non hanno da mangiare, c’è gente che non ha lavoro e questo è una colpa dell’umanità. Io vi chiedo un favore: che tutti i giorni, quando fate le preghiere, pregate per i bambini che soffrono questa ingiustizia».

Domenica 26 maggio l’evento si è spostato in Piazza San Pietro per la celebrazione Eucaristica presieduta dal Santo Padre, alla presenza di cinquantamila fedeli provenienti da tutte la parti del mondo. Il Pontefice propone durante l’omelia una spiegazione della Trinità di Dio in modo molto semplice e adeguato alla presenza di tantissimi bambini. Poi, al termine della Messa un intervento dell’attore Roberto Benigni, che sul sagrato di Piazza San Pietro alla presenza del Papa parla ai presenti. «Sembra una scena del Paradiso» commenta Benigni rivolgendo lo sguardo a Piazza San Pietro gremita di bambini, e con l’allegria travolgente che lo contraddistingue inizia il suo monologo. L’intervento dell’attore presenta, tuttavia, qualche strafalcione teologico, come la possibilità che fra i piccoli presenti in piazza possa esserci qualcuno che poi diventerà papa (e questo va bene), oppure un papa donna! Ancor più grossolana la dichiarazione che Benigni rivolge al pubblico, dicendo che l’inferno e il purgatorio non esistono, poiché esiste solo il paradiso, «quello in cui siete adesso — dice —, il regno dell’infanzia». Tutto il contrario, cioè, di quello che dice la dottrina cattolica, e che i catechisti insegnano ai piccoli (e speriamo che lo insegnino) in preparazione alla Prima Comunione. Quando avete incertezze nella vita — dice l’attore — fatevi aiutare (e giù una lista di scrittori e personaggi famosi da consultare in caso di bisogno… tranne Dio!). Non ci vuole un mago — conclude l’Attore — per trovare la parola capace di fermare la guerra, «una parola che non è stata ancora inventata e che uno di voi deve trovare». Una parola, invece, che è stata già trovata da tempo e che è possibile rintracciare nel messaggio del Vangelo! Roberto Benigni, infine, cita “anche” Gesù, ricordando l’immagine delle Beatitudini. 

«Adesso dobbiamo tornare a casa gioiosi di questo incontro, di questa giornata aveva detto il Papa al termine dell’incontro allo Stadio Olimpico . Ringrazio tutti voi, bambine, bambini, che siete venuti. Ringrazio gli organizzatori che hanno fatto tanto, coloro che hanno aiutato». La Giornata Mondiale dei Bambini si conclude con successo di presenze e di partecipazione effettiva. Risuonano ancora le parole che Papa Francesco aveva proposto lo scorso marzo in preparazione a questo importante evento: «Care bambine e cari bambini, da soli non si può neppure essere felici, perché la gioia cresce nella misura in cui la si condivide: nasce con la gratitudine per i doni che abbiamo ricevuto e che a nostra volta partecipiamo agli altri. Quando quello che abbiamo ricevuto lo teniamo solo per noi, o addirittura facciamo i capricci per avere questo o quel regalo, in realtà ci dimentichiamo che il dono più grande siamo noi stessi, gli uni per gli altri: siamo noi il “regalo di Dio”. Gli altri doni servono, sì, ma solo per stare insieme. Se non li usiamo per questo saremo sempre insoddisfatti e non ci basteranno mai».

 

©Dialoghi Carmelitani, ANNO 25, NUMERO 2, Giugno 2024