All’inizio di Maggio, dopo una lunga attesa (due anni, a causa della pandemia), abbiamo finalmente vissuto insieme tre giorni di Esercizi spirituali a Lignano Sabbiadoro. Il desiderio di ritrovarsi con la Comunità e con gli amici in questo momento era importante, c’era la voglia e il bisogno di condividere momenti di quotidianità in comunione, per vivere quello che da sempre è il centro del Movimento, il luogo in cui la “famiglia di famiglie” diventa concretezza.

I tre giorni passati insieme sono stati un grande dono per tre motivi: 

Il primo, le meditazioni di P. Antonio che sono state spunti di riflessione e contenuti vitali.

Il secondo, gli amici con cui ho condiviso le giornate, la mia famiglia, le persone che conoscevo di meno ma che erano lì, che hanno rappresentato la prova concreta del fatto che la compagnia con cui desidero stare, gli amici che desidero accanto lungo la mia strada (verso Emmaus) sono quelli con uno sguardo diverso sul mondo: lo sguardo innamorato di persone che con i loro gesti lasciano trasparire la loro fede, il loro amore per il Signore. 

Il terzo, ma non meno importante, la possibilità di riascoltare (e a volte serve sentirsi ripetere le cose!) le origini della nostra storia, la storia in cui sono nata e che poi nel tempo ho scelto e fatto mia.

P. Antonio ci ha ricordato come ogni cristiano debba tendere a desiderare la misura più alta della vita, come ci sia un’unica vocazione: la santità. Abbiamo la Grazia di poter vivere la nostra fede, di appartenere alla Chiesa, in un Movimento in cui laici e consacrati sono al servizio gli uni degli altri e nel quale la condivisione di vocazioni diverse è il reciproco aiuto per approfondire sempre di più l’amore che abbiamo per il Signore.

Oltre alle lezioni di P. Antonio poi, lungo i tre giorni degli Esercizi abbiamo potuto godere di altri momenti offerti come doni di ricchezza e umanità, in particolare gli incontri culturali del sabato pomeriggio e la serata/spettacolo dal titolo “Tutto il mondo è in fiamme”. 

I primi ci hanno offerto varie possibilità di approfondimento e crescita: uno degli incontri, tenuto da P. Aldino Cazzago ocd, docente della facoltà di Scienze Religiose dell’Università Cattolica di Brescia, presentava a confronto le cene di Emmaus del celebre pittore Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, per entrare a fondo nella narrazione dell’episodio che è stato il fulcro di questi Esercizi.

Un altro incontro, organizzato dall’Associazione trentina C’è campo, voleva raccontare il percorso intitolato “C’è scarto e scarto” fatto in primavera con un gruppo di ragazzi riflettendo sul concetto di scarto in diversi ambiti (il tempo, i vestiti, la persona, il cibo) e a partire dall’enciclica Laudato sii.

Il terzo incontro, pensato dalla redazione di Dialoghi Carmelitani, aveva come titolo “E ti vengo a cercare: capaci di incontro, non spettatori”: il professor Alessio Musio, docente di Filosofia morale presso l’Università Cattolica di Milano, coadiuvato da P. Fabio Silvestri ocd, con le letture attoriali di Giorgio Sciumè, ha sollevato domande e proposto riflessioni provocatorie sul significato e la qualità delle nostre relazioni personali, ricordandoci la dimensione trinitaria della persona.

La sera, infine, ci siamo immersi, attraverso video, musica e parole, nel dolore di un mondo che precipita sempre più frequentemente nell’odio e nella violenza, con un particolare affondo di testimonianze sulla situazione di Ucraina e Libano, luoghi dove il MEC è presente per aiutare, cercando la speranza nella fiducia totale al Signore.

Tante esperienze, tanta bellezza, tanta amicizia. L’amicizia che ci lega è la concreta risposta al progetto che il Padre ha scelto per ognuno di noi: una risposta che non può essere data per scontata ma ha bisogno di cura quotidiana, di un luogo e di momenti per poter esser vissuta, appunto come gli Esercizi.

Marta Tomasoni

 

©Dialoghi Carmelitani, ANNO 23, NUMERO 2, Giugno 2022