Giacomo e Giovanni erano due fratelli, nati a Betsaida lungo le rive del lago di Genesaret. E lì Giacomo, il maggiore, aveva iniziato l’attività di pescatore insieme al padre. Le loro vite furono trasformate dall’incontro con Gesù che li chiamò invitandoli a seguirlo. Diventarono così due degli apostoli di Gesù.

Giacomo, secondo la tradizione, fu uno dei primi che dopo la resurrezione di Gesù, partì per terre lontane per annunciare il Vangelo, arrivando fino in Spagna. Di lui abbiamo una lettera, che fa parte del Vangelo. Pare che, dopo questo viaggio, rientrò in Palestina, dove il re stava perseguitando i seguaci di Gesù. 

Giacomo, che era noto per la sua passione, non si fece intimorire e con ancora più coraggio continuò a raccontare per le strade a tutti i fatti e i miracoli del Signore Gesù, per questo venne imprigionato e fu il primo degli apostoli a essere ucciso per la sua fede in Cristo, poco più di una decina di anni dopo la morte e Risurrezione del suo maestro e amico Gesù. I suoi discepoli — racconta un libro intitolato Legenda Aurea — presero il suo corpo e lo portarono via.

Guidati da un angelo viaggiarono fino a quella lontanissima regione in Spagna, la Galizia, dove Giacomo aveva predicato anni prima e dove venne sepolto.

Santiago di Compostela! Santiago, che significa San Giacomo, è la città in cui da più di mille anni molta gente si reca a piedi da tutta Europa e dal mondo, per arrivare, dopo un lungo cammino, alla cattedrale dentro cui si trova la tomba dell’apostolo Giacomo. Nel 2023 sono stati quasi mezzo milione.

Si pensa che il nome Compostela significhi “campo della stella”: così venne chiamato il luogo della tomba di Giacomo dal primo eremita che la ritrovò e decise di vivere lì vicino. Si tratta di una delle mete di pellegrinaggio più importanti e più antiche. 

Fu un re, Alfonso il Casto delle Asturie, che per primo fece un lungo viaggio a piedi per recarsi a venerare il Santo Giacomo e che ordinò che venisse eretta la prima chiesa, che oggi è una grande cattedrale.

Da allora milioni di persone sono partite, zaino in spalla, a piedi, percorrendo fino a 900 km con ogni tempo, pioggia, vento, sole caldissimo, chiedendo ospitalità nei paesi e nei villaggi lungo una strada che oggi è percorsa ogni anno da migliaia di persone in ogni stagione.

E lungo “el Camino” con la C maiuscola, come viene da tutti chiamato, nel tempo sono nati luoghi di accoglienza, gli ostelli o albergue, dove si può trovare ristoro e qualcosa da mangiare, un letto per riposarsi per poi ripartire all’alba, spazi per pregare e pensare, e soprattutto persone da incontrare e conoscere, con cui condividere questa avventura. 

Ma che cosa vanno a fare tutti in quel lontano lembo di terra spagnola? Perché camminare così tanto? Cosa cercano laggiù, dove da quasi 2000 anni l’apostolo Giacomo riposa?

Il pellegrinaggio è un viaggio, un cammino verso un luogo santo, è un incontro con posti e persone per avvicinarsi a Dio. In modo diverso tutti i pellegrini sono alla ricerca e desiderano trovare il perdono e un’alternativa a tutto quello che nella vita è triste, brutto e pesante. Ecco perché in vari punti si trovano, sulla strada, grossi mucchi di pietre, sotto una croce: si tratta dei Milladoiros, humilladeros in spagnolo. Ogni pellegrino porta con sé da casa una pietra e arrivato presso una gigantesca croce di quasi 5 metri la lancia nel cumulo delle altre pietre, a indicare di voler abbandonare tutto il male che ha fatto e tutti i pesi che lo opprimono.

Tutti nel viaggio a Compostela pregano lungo il cammino per ricominciare e nella speranza di rendere più bella, nuova e felice la loro vita. E poi andare da S. Giacomo è andare a far visita a uno dei più cari amici di Gesù!

Durante i secoli i pellegrini hanno spesso lasciato il segno del loro passaggio, costruendo ponti, tracciando sentieri, disseminando di segni la strada che altri avrebbero fatto.

Una storia e tradizione così lunga porta con sé molte leggende, storie di pellegrini e racconti di miracoli, avvenuti durante il cammino o all’arrivo nella città di Santiago.

Una di quelle più famose si lega al punto più in alto del cammino, il monte del Perdono. Si narra che un giovane pellegrino stesse morendo di sete e trovo lassù il Diavolo che travestito gli offriva dell’acqua, ma solo se avesse rinnegato Dio. Il ragazzo si rifiutò, allora il Diavolo ci riprovò, chiedendogli, in cambio di una sorsata di fresca acqua, di rinnegare Maria, la madre di Gesù, ma lui di nuovo si rifiutò. Il demonio non si dette per vinto e per la terza volta gli offrì l’acqua, ma solo se avesse rinnegato S. Giacomo. Il giovane, pur avendo una sete terribile, per la terza volta si rifiutò. 

Improvvisamente il Diavolo scomparve in una nuvola di zolfo e apparve S. Giacomo che per quel ragazzo pieno di fede fece sgorgare poco sotto il monte una fonte di acqua freschissima a cui ancora oggi tutti possono abbeverarsi.

Carmelino - Il cammino di Santiago - disegni Cristina PiettaMolti sono anche i segni e i simboli del Cammino. Forse quello più semplice e famoso è la concha, una conchiglia a forma di ventaglio che, sin dai primi tempi, veniva consegnata dai monaci di Santiago ai pellegrini che lì giungevano, come segno e testimonianza di aver raggiunto la meta. Molti altri significati sono stati dati a questa conchiglia che proviene dalle sponde dell’oceano Atlantico, il punto in cui gli antichi pensavano finisse il mondo. I pellegrini la utilizzavano per abbeverarsi alla fonte a Santiago come simbolo del loro percorso e della libertà e della purezza conquistata. Inoltre sulla superficie la conchiglia crea un disegno di linee che arrivano tutte in un punto, come le tante strade che tutte si congiungono alla cattedrale di Santiago. Ed è molto curioso che questa specie di conchiglia sia oggi da tutti chiamata capasanta: questo nome le viene proprio dal cammino di Santiago, infatti capa è il mantello che i pellegrini portavano e santa ricorda il motivo religioso che spinge tanta gente dall’apostolo Giacomo. 

E tu sei pronto a partire? Non appena potrai farlo… zaino in spalla, scarpe comode, in mano il bordòn, il tipico bastone del pellegrino, e tanta voglia di incontrare e stare con gli altri, ma soprattutto di conoscere e amare Gesù.

E allora… BUEN CAMINO!

 

Illustrazioni Cristina Pietta – Testi Luca Sighel

©Dialoghi Carmelitani, ANNO 25, NUMERO 1, Aprile 2024