EDITORIALE – UN PEZZETTO DI CIELO

L’archeologia e la paleoantropologia ci insegnano che sin dai tempi remoti, preistorici, i ritrovamenti raccontano di uomini che sentono uno strutturale e profondo senso del sacro e che dedicano luoghi e riti alla relazione con il Mistero e la Divinità. E sin dalle prime raffigurazioni umane, in tempi e luoghi diversi, appare la figura dell’orante, dell’uomo che cerca un contatto con l’Essere supremo, invocando a braccia alzate, nel gesto della preghiera, della domanda o della supplica.

La preghiera, se pur con differenti modalità e sviluppi, accomuna le religioni, che si uniscono in una sorta di preghiera universale, come intuì San Giovanni Paolo II, che nell’ottobre del 1986 riunì ad Assisi per la prima volta nella storia, sotto la protezione del Santo Francesco, i rappresentanti e leader di tutte le grandi religioni, perché pregassero insieme, anche se in modi e ritualità differenti, e invocassero la Pace.

Come è attuale anche oggi, nel tempo in cui viviamo, l’invocazione e l’urgenza della Pace e la necessità di recuperare un rapporto significativo con Dio.

Nell’approfondimento di questo numero sono proposte alcune riflessioni sul tema della preghiera, ben consapevoli che alla crisi della fede e della Chiesa di oggi corrisponde anche una diminuzione dell’abitudine a pregare. Ma anche certi che, al di là dell’adesione e partecipazione concreta alla comunità ecclesiale, il bisogno di senso e l’invocazione, che sgorga dal cuore di ogni uomo e che a volte si fa grido e disperazione, sia un moto inalienabile, che costituisce l’essere umano nella sua struttura antropologica.

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Alexis Carrel, medico chirurgo francese vissuto a cavallo del ‘900,  premio Nobel della Medicina nel 1912, scriveva: «Non bisogna ridurre il senso sacro all’angoscia dell’uomo davanti ai pericoli che lo circondano e davanti al mistero dell’universo. Né bisogna fare unicamente della preghiera una pozione calmante, un rimedio contro la nostra paura della sofferenza, della malattia, della morte».

La storia di Carrel è molto interessante, perché, recatosi a Lourdes scettico e per sostituire, casualmente, un collega, fu testimone di un miracolo e questo fatto lo portò a convertirsi. Nella Francia positivista di fine ‘800 la sua fede gli procurò parecchi problemi, tanto che dovette emigrare negli Stati Uniti. Scrisse alcuni libri a partire dalla sua conversione e in particolare un testo proprio sulla preghiera, nel quale, raccontando la sua esperienza, dichiara: «Quando la preghiera è abituale e veramente fervente, la sua influenza si fa chiarissima. Essa è in certo modo paragonabile a quella di una ghiandola a secrezione interna, come la tiroide o la ghiandola surrenale, per esempio. Essa consiste in una sorta di trasformazione mentale organica. Tale trasformazione si compie progressivamente. Si direbbe che nella profondità della coscienza s’accenda una fiamma. L’uomo si vede così com’è».

Ed è questa la sfida più decisiva, la scoperta più stupefacente del pregare, che non sia una pratica di pretesa per cambiare una realtà che non ci piace, non ci corrisponde o, semplicemente, non accettiamo, né una modalità per sfuggire attraverso elevati pensieri e formule dalla concretezza della vita, che ci stringe da ogni parte e che, talvolta, sembra non darci respiro, o ancora una sorta di morbida consolazione e di rifugio psicologicamente confortante per deboli di spirito o fragili di carattere, per sopportare le molestie che ci soffocano.

Il pregare è un bisogno elementare come quello di lavorare, di amare, di costruire. 

È il modo più intenso e profondo di penetrare dentro tutta la drammaticità del reale, potendo sperimentarne anche la più radicale tragicità, ma anche accedendo e mettendosi in relazione con la sorgente e l’origine del significato del vivere, senza scandalizzarsi o esserne sopraffatti.

Ancora Carrel commenta: «A poco a poco si produce una pacificazione interiore, un’armonia delle attività nervose e morali, una maggiore resistenza alla povertà, alla calunnia, alle preoccupazioni, la capacità di sopportare, senza accasciarsi, la perdita delle persone care, il dolore, la malattia, la morte». E sottolinea come la preghiera «determina, insieme con la calma, una integrazione delle attività mentali, una specie di fioritura della personalità. Talvolta l’eroismo. Essa imprime nei suoi fedeli un sigillo particolare. La purezza dello sguardo, la tranquillità del contegno, la gioia serena dell’espressione, la virilità della condotta e, quando è necessario, la semplice accettazione della morte rivelano la presenza del tesoro nascosto nel fondo degli organi e dello spirito».

La preghiera per il cristiano, come insegnano i santi, è relazione reciproca vivificante con Dio, che si costruisce a poco a poco, ed è pienezza di coscienza, che ha necessità continuamente di alimentarsi, ma che può irrigare l’aridità delle nostre azioni ripetitive e quotidiane ed illuminare e ispirare le nostre scelte.

Nel suo Diario, Etty Hillesum, giovane ebrea deportata e morta nel campo di sterminio di Auschwitz, racconta come ha riscoperto la forza della preghiera: «Le minacce e il terrore crescono di giorno in giorno. M’innalzo intorno la preghiera come un muro oscuro che offra riparo, mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori più “raccolta”, concentrata e forte. Questo ritirarmi nella chiusa cella della preghiera diventa per me una realtà sempre più grande, e anche un fatto sempre più oggettivo».

Un fatto oggettivo che, anche nel momento della fine, quando fu ormai chiaro che nulla avrebbe potuto sottrarla alla morte violenta, nutriva la sua speranza, perché «esisterà pur sempre un pezzetto di cielo da poter guardare, e abbastanza spazio dentro di me per congiungere le mani in una preghiera».

SOMMARIO

LA PREGHIERA, “RESPIRO DEL MONDO” P. A. M. Sicari ocd

TEMA: LA PREGHIERA RESPIRO DEL MONDO

PREGHIERA CRISTIANA (E CARMELITANA) P. F. Silvestri ocd

LA DIVINA EMPATIA A. Bellingreri

DOMANDARE O PRETENDERE. IL SENSO DI UN’ALTERNATIVA ESISTENZALE A. Musio

LA SOCIETÀ SENZA DOMANDE L. Sighel

VEGLIATE CON ME. QUANDO UN INVITO DIVENTA PREGHIERA S. De Carli

ASPETTANDO L’ANNO SANTO CON L’ANNO DELLA PREGHIERA P. A. Cazzago ocd

«VIENI, SEGUIMI». PREGARE UN ITINERARIO DI CATECHESI P. G. Gubert ocd

ATTUALITÀ

THE PARENTS CIRCLE FAMILY FORUM. IL SEME DEL DIALOGO POSSIBILE R. Ribbene

«IN MARGINE A UN FUNERALE». UNA COSA CHE CI RIGUARDA A. Dall’Asta

PROPRIO UNA BELLA STORIA… L. Tomasini

COME HO VINTO LA DISFORIA DI GENERE. SUSANNA TAMARO RIEVOCA LA SUA INFANZIA IN UN PERCORSO SBAGLIATO M. Gelmini

PAROLA DI DIO

CARITÀ

PER LE STRADE DI TUTTO IL MONDO Intervista a Marina e Giuseppe Bertazzoli a cura di P. G. Zanoletti

MUSICA

AMBROGIO SPARAGNA. IL MAESTRO DELLA MUSICA SACRA-POPOLARE R. Barone

ARTE

«LO SPIRITO DI VERITÀ». LA CAPPELLA DEL FOYER CATHOLIQUE EUROPÉEN P. S. Conotter ocd

CINEMA

PERFECT DAYS S. Giorgi

PUNTO MISSIONE

È TEMPO DI 5X1000

VITA DEL MOVIMENTO

PER CUSTODIRE LA VITA DEL MOVIMENTO
ASSEMBLEA GENERALE. INTERVENTO DEL PRESIDENTE G. TOMASONI
SCUOLA DI CRISTIANESIMO – L’INIZIO E AMORE
IN PELLEGRINAGGIO VERSO FATIMA (TREVISO)
«…AND WE WILL COME BACK HOME, HOME AGAIN» (SICILIA)
IN RICORDO DI RENATA (TRENTO)

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