IL COMPITO DELLA POLITICA

Dialoghi Carmelitani, Settembre 2022

L’arioso lucernario in stile liberty ritratto in copertina è il Velario che sovrasta a Montecitorio l’emiciclo della Camera dei Deputati, luogo simbolo delle istituzioni della Repubblica italiana. Attraverso la vetrata, la luce filtra dall’alto illuminando la sala che quotidianamente ospita l’assemblea parlamentare, quasi a evocare metaforicamente la necessità di un’ispirazione “alta” e nobile della funzione politica che lì si esercita.

Da tempo pare tuttavia che, a cominciare dal Parlamento, l’integrità dei luoghi e dei comportamenti esemplari dell’azione politica sia stata violata o che addirittura non se ne riconosca più la rilevanza e l’imprescindibilità. Negli ultimi 30 anni, abbiamo assistito alla crisi del vecchio sistema politico sopraffatto dalla corruzione e dal giustizialismo; con il declino dei cosiddetti corpi di intermediazione, abbiamo visto imporsi la formula del partito-azienda e del personalismo demagogico; ha preso piede la protesta fatta di qualunquismo e di lagnanza indistinta verso lo “Stato”; è arrivata l’epoca dei populismi e dei sovranismi, subiti anche a causa dell’isolamento elitario dei partiti che li deprecavano. Oggi registriamo sempre minore partecipazione mentre crescono disinteresse, sfiducia e astensionismo, spesso amplificati dal dibattito polarizzato di tv e media sociali dove, nell’era digitale, si concentrano gli spazi di confronto.

Di fronte alla perdita di credibilità delle proposte politiche, le difficoltà dell’attuale fase storica e delle emergenze che ci troviamo a vivere imporrebbero invece di prospettare soluzioni all’altezza delle sfide che ci vengono poste. All’inganno del populismo dovrebbe contrapporsi il realismo della «buona politica» che guarda semmai al “popolarismo”, come metodo di partecipazione alla vita civile, ispirandosi in modo rinnovato alle due grandi linee guida che sono la salvaguardia della dignità della persona e il perseguimento del bene comune. Non si tratta di riesumare una formula sbiadita e superata, ma di riscoprire l’insegnamento dei giganti del cattolicesimo democratico – Sturzo, De Gasperi, La Pira – per contribuire, attraverso la rigenerazione di «un terreno culturale, etico e spirituale condiviso» (G. Savagnone), ad una proposta politica ispirata dall’alto – come intendeva Mazzolari – lontana sia dall’assolutismo individualista e neoliberista sia dalla mistica dell’egualitarismo di stampo marxista e populista, guardando più concretamente alla valenza sociale e politica dell’idea di fraternità che anima l’enciclica Fratelli tutti.

GLI ARTICOLI DI QUESTO TEMA:

  • PERCHÉ I CATTOLICI POSSONO ESSERE IN POLITICA GLI ULTIMI RIVOLUZIONARI G. Savagnone
  • LA POLITICA È… CREDIBILITÀ E COMUNITÀ L. Sighel
  • LE VITE DEGLI ALTRI. E LE NOSTRE. Digitale e Politica A. Musio
  • «LA PIRA, UN MISTICO PER IL BENE COMUNE» R. I. Zanini

I CATTOLICI E LA POLITICA

Perché i cattolici possono essere in politica gli ultimi rivoluzionari (di Giuseppe Savagnone)     I cattolici dal clericalismo all’irrilevanza I cattolici sembrano scomparsi dalla scena politica. Dopo essere stati per cinquant’anni, nella Prima...

LA CREDIBILITÀ DELLA POLITICA

La Politica è... credibilità e comunità (di Luca Sighel)   In un testo del 2020 intitolato La credibilità politica, opera di due fini sociologi e politologi, il Prof. Guido Gili e il Prof. Massimiliano Panarari ‒ già intervistato dalla nostra rivista sul...

LE VITE DEGLI ALTRI. E LE NOSTRE

Digitale e politica (di Alessio Musio) Per capire come l’ambiente digitale stia modificando profondamente non solo la nostra vita personale ma anche il suo rapporto con la politica e la democrazia, può essere utile partire da un film che ci parla di un...

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