LA PAROLA E L’ASCOLTO

Dialoghi Carmelitani, Dicembre 2023

«Comprendere è sciogliere con le parole i nodi della vita». Riflettendo su questa prerogativa della parola, quale strumento per dipanare le ombre che talvolta si aggrovigliano nei nostri silenzi, Eraldo Affinati non si limita a cogliere l’importanza che essa ha nell’apprendimento, nello sviluppo della consapevolezza, nella capacità di dare forma ai propri pensieri e di esprimere sentimenti e aspirazioni. Da scrittore, alchimista di parole, ma soprattutto in qualità di insegnante, «specialista dell’avventura interiore, artigiano del tempo, mazziere della giovinezza», egli può dimostrare che le parole sono ancora oggi mezzo di emancipazione, occasione per la libertà e possibilità di speranza.  In questo numero abbiamo provato a raccontare questa forza particolare che la parola possiede e che permette di comprendere la realtà e trasformarla. Lo abbiamo fatto non solo raccontando il sogno di una scuola diversa come quella frequentata dai numerosi ragazzi stranieri che alla Penny Wirton, mentre imparano a leggere e scrivere, imparano anche a pensare e a vivere (perché «senza verbi non si vive; senza nomi si muore»). Abbiamo cercato di descrivere, ricorrendo a un celebre passo dei Promessi Sposi, la meraviglia di fronte al miracolo quotidiano che accade ogni volta che parliamo e le nostre parole riescono davvero a dire qualcosa del reale in cui esistiamo. Il parlare non è un prodotto, bensì un presupposto della vita umana, perché definisce noi stessi, gli altri e la realtà. Ogni parlare umano, tuttavia, per consentire una comunicazione autentica, deve nascere dal silenzio, luogo dell’ascolto, lontano dalle grida e dal rumore. Mai come oggi invece la parola è spesso penalizzata, cancellata, sovrastata dal chiasso, dallo schiamazzo, dalla chiacchiera, dalla prepotenza delle voci sovrapposte che si confondono in un frastuono incomprensibile. In un noto componimento di J. Saramago, che riproponiamo, abbiamo trovato le «risonanze delicate o dure» per delineare un possibile percorso di riappropriazione delle parole, affinché esse non si perdano nel rumore di fondo ma mantengano la propria forza comunicativa e dialettica preservandosi chiare e nitide «come ponti che colmano distanze».

 

GLI ARTICOLI DI QUESTO TEMA:

  • PER NON STORDIRE LE STELLE L. Tomasini
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  • POLITICALLY CORRECT, LINGUAGGIO… E LA POVERA BIANCANEVE L. Sighel
  • UN INCROCIO DI SGUARDI DI CUI PRENDERSI CURA P. G. Zanoletti

PER NON STORDIRE LE STELLE…

  Parola. Silenzio. Parresia. Dialogo. Pace. (di Lella Tomasini)     Siamo uomini in quanto parliamo e ci parliamo. Il mondo che vive in fondo a noi può superare il confine dello scuro silenzio, giungere alle soglie della coscienza e superarne i confini...

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